Da ex compagna di cella e amica fidata a colei che, come assistente personale, è riuscita nel 2019 a prendere il "controllo assoluto" del patrimonio e delle "proprietà immobiliari" di Patrizia Reggiani, condannata in passato a 26 anni in qualità di mandante dell'omicidio del marito Maurizio Gucci ucciso nel '95 a colpi di pistola in via Palestro, a Milano.
Così, nelle motivazioni depositate, il tribunale di Milano descrive la figura di Loredana Canò, 59 anni, condannata a 6 anni e 4 mesi di reclusione per circonvenzione di incapace e peculato, nella tranche principale del processo sulla gestione dell'eredità milionaria lasciata a lady Gucci dalla madre Silvana Barbieri.
Canò, come scrivono i giudici della settima penale (Gallina-Malatesta-Clemente), iniziò a condividere le "condizioni di agiatezza" di Reggiani, quando uscì dal carcere, andando a vivere con lei, e poi assunse "via via", dopo la morte della madre nell'aprile di sei anni fa, la qualità di suo "alter ego" e acquisì "il completo controllo" della sua vita.
Assieme a Marco Chiesa, all'epoca consulente finanziario di Barbieri e condannato a cinque anni e 8 mesi, e all'avvocato e amministratore di sostegno Daniele Pizzi che aveva già patteggiato 2 anni, Canò riuscì a mettere in atto una "integrale sostituzione della rete familiare e sociale" di Reggiani, "con una seconda rete, assimilabile nelle sembianze a un una vera e propria seconda 'famiglia'".







