La nuova stagione del basket italiano si apre con una polemica. E questa volta non arriva dai fan. Non stiamo parlando di abbonamenti o biglietti nominali, ma di sicurezza. Le final four della Supercoppa italiana disputata all’Unipol Forum di Milano – e vinta dall’Olimpia per 90-76 contro Brescia – hanno riaperto un dibattito che ormai va avanti da diversi anni: gli adesivi dedicati agli sponsor appiccicati sul parquet sono ingombranti e soprattutto pericolosi. Non è un caso l’infortunio (meno grave del previsto) di Lorenzo Brown nella semifinale contro Bologna. Scivolato e caduto rovinosamente su una di queste etichette, il nuovo acquisto dell’Olimpia è riuscito comunque a disputare una finale da protagonista. Ma per coach Ettore Messina, questa, è una situazione inaccettabile: “Tutti i giocatori rischiano tantissimo, questa volta siamo andati oltre l’immaginabile”, ha detto nel postpartita. Introdotti negli anni ’90, la loro presenza è giustificata da accordi economici e di marketing. Ogni anno che passa, però, i casi di infortunio aumentano. E il danno diventa sempre più pesante. In Nba, infatti, gli adesivi sono stati aboliti. E la politica è chiara: perdere qualche dollaro in più è meglio che fare a meno di un giocatore per mesi. Se non addirittura, per una stagione intera.