Sul pianeta calcio, soprattutto nell’ambiente delle tifoserie, la presa di posizione ha di sicuro fatto più rumore del risultato sul campo: un 3-0 piuttosto impietoso per la squadra ospite, la Lazio, su quella di casa, il Genoa.
Allo stadio di Marassi, sugli spalti del posticipo serale dell’ultima giornata del campionato di Serie A, il tifo organizzato del club rossoblù ha infatti deciso di scioperare per “sostenere la causa palestinese e sensibilizzare sul dramma in corso a Gaza”. Per i primi cinque minuti di partita, il Ferraris non ha cantato, né tifato, né sbandierato “come segno di solidarietà verso il popolo palestinese e per dire chiaro e forte: stop al genocidio”.
"Quando si tratta del nostro Genoa, non ci limitiamo a tifarlo: abbiamo sostenuto e aiutato chi aveva bisogno, abbiamo dimostrato solidarietà ai lavoratori e sempre lo faremo – si spiega nel comunicato della Gradinata Nord, quella del tifo più acceso, così come altre tifoserie storiche del Paese in realtà non nuova a prese di posizione di questo tipo – la nostra intenzione non è quella di "politicizzare" la Gradinata, dove le uniche bandiere che entrano sono quelle legate al Grifone e i colori rossoblu.Tuttavia, ci sono situazioni che vanno oltre il calcio, che toccano nel profondo la coscienza di ciascuno di noi”.








