«Stavo studiando Corto Maltese, soprattutto per la pennellata, ha influenzato notevolmente il modo in cui ho realizzato Sin City. È un utilizzo che risale a Milton Caniff, ma Pratt aveva un suo tocco personale che trovavo affascinante e volevo imparare da lui e integrarlo nel mio stile». Lo ha scritto Frank Miller, superstar americana del fumetto, che è stato molto influenzato da Hugo Pratt (1927-1995, all’anagrafe Ugo Prat), il quale a sua volta aveva infatti preso da Caniff, celebre autore di serie come Terry e i pirati e Steve Canyon. Gli ha reso omaggio nel classico di Batman del 1986 «Il ritorno del Cavaliere Oscuro» (con protagonista un Uomo Pipistrello quasi sessantenne in una Gotham City mai così oscura) creando la “zona di guerra Corto Maltese” e gli ha dedicato una storia breve, «Notte silenziosa», della sua saga noir Sin City, uscita pochi mesi dopo la morte, a fine 1995 (priva di testo, c’è solo la sua dedica a Pratt alla fine, nel bianco della neve). Da qualche anno, inoltre, si parla di una serie tv di Corto Maltese curata da Miller. Hugo Pratt, veneziano doc (anche se nato per caso a Rimini, il 15 giugno), uno dei maestri della cosiddetta Nona Arte, è morto trent’anni fa, ma i suoi fumetti sono sempre vivissimi nell’immaginario, specie il personaggio di Corto Maltese, che ha visto la luce in un’altra repubblica marinara, Genova. La prima avventura, «Una Ballata del mare salato», esce a puntate sulla rivista Sgt. Kirk, dell’editore Florenzo Ivaldi, che lo ospita nella sua Genova, a partire dal luglio 1967. È considerata dalla critica il primo romanzo a fumetti italiano (o graphic novel che dir si voglia) assieme a «La rivolta dei racchi» di Guido Buzzelli, uscito in contemporanea, ma più breve (solo 64 pagine, non oltre duecento come la «Ballata») e di tema totalmente diverso: è un apologo politico, mentre la «Ballata» è una grande saga d’avventura, nella quale Pratt omaggia autori da lui amati, come Joseph Conrad, Zane Grey e il poco noto Henry De Vere Stacpoole. Siamo sull’Oceano Pacifico all’inizio della Grande Guerra quando si intersecano le vicende dei pirati Corto Maltese e Rasputin, comandati dal misterioso “Monaco”, e dei giovani di buona famiglia Cain e Pandora Groovesnore. Corto, eroe antieroico, che spesso assiste e non partecipa, viene introdotto in maniera inusuale, specie per l’epoca: entra in scena su una zattera sulla quale è stato legato. E la sua storia d’amore con l’adolescente Pandora è fatta di non detti, di allusioni. Quando lei, in una della più sequenze più romantiche del nostro fumetto, gli dice «‹non verrò con voi Corto Maltese» è come se gli dichiarasse il suo amore, ma al tempo stesso l’impossibilità di una storia con lui.