Autunno 1973. Un ormai popolarissimo Hugo Pratt (le sue storie brevi di Corto Maltese hanno un grande successo in Francia) gira con i francesi Claude Moliterni (fumettista) e Francis Groux (politico appassionato di fumetti) per Piazza Napoleone, dove si sta tenendo la nona edizione del Salone Internazionale dei Comics di Lucca tra i cui fondatori c’è lo stesso Moliterni. Groux, presidente delle commissioni Affari culturali e Affari sociali di Angoulême, vuole fondare nella cittadina della Nuova Aquitania un festival simile a quello di Lucca, che infatti debutta a gennaio del 1974, l’autore del manifesto è proprio Hugo Pratt.

È sempre stato forte il legame del maestro veneziano (per l’esattezza del quartiere di Malamocco) con il festival adesso noto come Lucca Comics & Games, probabilmente il più grande evento sulla cultura pop al mondo, fra l’altro durante una delle edizioni aveva incontrato (erano nello stesso albergo) Frank Miller, famoso fumettista americano che è stato influenzato da lui (nella sua saga di Batman «Il ritorno del Cavaliere Oscuro» c’è la “zona di guerra Corto Maltese”).

Per i trent’anni dalla morte di Pratt (il 20 agosto 1995, era nato il 15 giugno 1927) a Lucca Comics & Games (fino a domenica 2 novembre) viene presentato «L'isola di ieri» volume (edito da Cong) che chiude la trilogia di un Corto Maltese alternativo (una sorta di reboot), ambientata nel XXI secolo, realizzata dai francesi Martin Quenehen (testi) e Bastien Vivès (disegni), i precedenti sono «Oceano nero» (2021), «La regina di Babilonia» (2023), sono presenti gli autori. Nella nuova avventura siamo nel 2022 nell’Oceano Pacifico con gli arcipelaghi dell’Oceania minacciati dall’emergenza climatica.