Una lite iniziata da tempo, diventata una vertenza giudiziaria, destinata purtroppo ad andare ancora avanti. Confindustria Caserta, e numerose imprese dell’area, contestano gli esosi oneri imposti e la inadeguatezza dei servizi offerti da Asi Caserta, il consorzio di gestione delle aree industriali della provincia. Una situazione che si trascina senza che nulla cambi nonostante l’intervento della Regione Campania e una sentenza del Tar che impone al Consorzio di rivedere i listini.

L’area industriale più grande del Mezzogiorno

Ma facciamo un salto all’indietro. Nel consorzio Asi, che gestisce l’area industriale più grande del Mezzogiorno, dove sono localizzate imprese come il Tarì, Coca Cola, Barilla e tante altre, il consorzio di gestione impone oneri di urbanizzazione e di gestione molto alti. Per gli oneri di urbanizzazione una differenza di oltre 5 euro a metro quadro rispetto ad altre aree industriali della stessa regione. Gli oneri di gestione invece sono spesso addebitati in assenza della effettiva erogazione del servizio. Queste in sintesi le proteste delle imprese che arrivano in Regione.

La Giunta regionale fissa tetti e condizioni

La Giunta interviene approvando una delibera che fissa nuovi tetti massimi (adeguando al ribasso quelli dell’Asi di Caserta) e introduce il principio secondo cui solo la effettiva erogazione dei servizi può far maturare a carico dei fruitori l’obbligo di pagare corrispettivi.