Prendere in prestito dei denari in una valuta caratterizzata da bassi tassi d’interesse. Poi: investire i denari medesimi in asset denominati in un’altra valuta che vanta rendimenti ben più alti. E’ il cosiddetto carry trade. Una strategia molto comune nel mondo delle monete. «Normalmente -spiega Gian Marco Salcioli di Assiom Forex - la suddetta operatività viene realizzata, da un lato, sfruttando divise quali lo yen giapponese o il franco svizzero».
Arbitraggi capovolti: così il dollaro spinge le valute emergenti
Il carry trade si indebita nella divisa statunitense e investe in peso e real






