di
Nicolò Delvecchio
La Corte d’Appello di Bari ha confermato le due condanne e le 14 assoluzioni per il disastro ferroviario avvenuto lungo la tratta a binario unico Andria-Corato, in cui 23 persone morirono e 51 rimasero ferite
La Corte d’Appello di Bari ha confermato le due condanne e le 14 assoluzioni nel caso del disastro ferroviario del 12 luglio 2016, avvenuto lungo la tratta a binario unico Andria-Corato, in cui 23 persone morirono e 51 rimasero ferite. La tragedia - hanno stabilito i giudici - fu causata da un errore umano, e non dai mancati investimenti sulla sicurezza. La Procura di Trani e la Procura generale di Bari avevano chiesto 14 condanne (da sei a 12 anni) e due assoluzioni, oltre al riconoscimento dell'illecito amministrativo per Ferrotramviaria.
Le pene nei confronti dei due condannati, il capostazione di Andria Vito Piccarreta e il capotreno del convoglio, Nicola Lorizzo, sono state ridotte rispettivamente a sei anni e tre mesi di reclusione (da sei anni e sei mesi) e a sei anni e nove mesi (da sette anni).






