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29 SETTEMBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 23:32

La Corte di Appello di Bari ha confermato la sentenza precedente del tribunale di Trani, per il caso del disastro ferroviario del 12 luglio 2016. Sul tratto a binario unico Andria-Corato, gestito da Ferrotramviaria, morirono 23 persone e 51 rimasero ferite nello scontro frontale di due treni. Oggi la Corte ha condannato a sei anni e tre mesi di reclusione il capostazione di Andria, Vito Piccarreta, e a sei anni e nove mesi Nicola Lorizzo, capotreno del convoglio partito da Andria e diretto a Corato. Tutti gli altri 14 imputati imputati sono stati assolti, inclusa la società Ferrotramviaria. Picarreta e Lorizzo erano stati condannati in primo grado, a Trani, anche per le lesioni personali colpose, ma il reato è caduto in prescrizione. Le motivazioni della sentenza saranno rese note tra 90 giorni. La corte d’Appello ha quindi confermato l’impostazione dei giudici del tribunale di Trani che in primo grado, nel giugno del 2023 avevano di fatto riconosciuto che la tragedia era stata provocata da un errore umano e non dai mancati investimenti sulla sicurezza.

I giudici d’appello hanno dunque confermato le assoluzioni dei dirigenti di Ferrotramviaria Enrico Maria Pasquini, Massimo Nitti e Michele Ronchi, del dirigente allora a capo della divisione infrastruttura Giulio Roselli, del capostazione Alessio Porcelli, in servizio a Corato, e del dirigente a capo coordinatore centrale Francesco Pistolato.