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Federico Fubini

L’amministratore delegato del gruppo italiano della difesa, escluso dal Festival della Scienza di Genova, risponde alle accuse di «complicità nel genocidio»

Proteste ai cancelli delle sedi, l’esclusione dal Festival della Scienza di Genova, l’annuncio di una denuncia alla Corte penale internazionale per «complicità nel genocidio»: sono giorni difficili per il gruppo italiano della difesa Leonardo e il suo ceo Roberto Cingolani.

Siete accusati di vendere armi a Israele mentre il suo esercito uccide migliaia di civili a Gaza e – secondo alcuni – si macchia di genocidio. Cosa c’è di corretto?«Nulla. Siamo tutti indignati per ciò che sta succedendo a Gaza e per la reazione spropositata di Israele al pur ferocissimo attacco di Hamas il 7 ottobre. Abbiamo trasceso ogni possibile logica, anche di un conflitto. Sulle accuse di genocidio saranno gli storici a doversi pronunciare, ma l’impressione è profonda. Detto questo, dire che Leonardo sia corresponsabile di un genocidio è una montatura gravissima. Per molto tempo non ho voluto reagire, cercando anche di comprendere l’onda emotiva sollevata dalla tragedia di Gaza. Ma ora è arrivato il momento di fare chiarezza, perché ci sono troppe inesattezze e falsità che vengono utilizzate per demonizzare Leonardo. Lo dobbiamo un po’ a tutti: a partire dai nostri lavoratori, oggetto di una campagna mediatica del tutto ingiusta».