ROMA – "Noi non vendiamo un bullone a Israele. Sono colpito da quello che vedo ma non si può semplificare, non si possono rescindere i contratti in maniera unilaterale, bisogna essere onesti e far capire cosa stiamo facendo”. L’ad e dg di Leonardo Roberto Cingolani, durante l’inaugurazione della Space Smart Factory realizzata con i finanziamenti di Agenzia spaziale italiana con fondi Pnrr e quelli di Thales e Leonardo, risponde alle critiche sui contratti dell’azienda di difesa con Israele.

"Più semplice la revoca della licenza”

Cingolani, come già spiegato in passato, ha ribadito che senza copertura istituzionale non si possono sospendere i contratti senza dover pagare pesanti penali. Due i contratti ancora in essere, per la manutenzione di elicotteri e aerei. “Revocare la licenza è più semplice”, ha detto, ma serve un intervento dell’esecutivo. “Sono settimane che ci attaccano gli stabilimenti, ci accostano all'orribile termine genocidio. noi rifiutiamo questa cosa, queste sono le nostre tecnologie, che scrivono il futuro”, ha proseguito l’ex ministro.

Il caso Drs

Sul caso della controllata Drs, che ha acquisito una società israeliana di radar, ha spiegato: "Se sono socio di un'azienda che opera in un altro territorio, quell'azienda controllata risponde alle direttive dello Stato in cui si trova. Io non posso dire ad una azienda che controllo in America: “Tu non puoi”. In questo caso – ha detto ancora Cingolani - ”c'è da fare un lavoro internazionale”.