«Aveva il sole nella voce», dice José Carreras di Luciano Pavarotti. La definizione non è nuova, ma rimane fra le più azzeccate per il timbro tenorile tuttora più bello che si possa ascoltare (non che quello di Carreras lo fosse molto meno). Carreras è nel cast lirico-pop che questa sera all’Arena celebra (in anticipo: sarebbe stato il 12 ottobre) il novantesimo compleanno di Big Luciano. Con lui, l’altro reduce dei tre tenori, Plácido Domingo, i tenori attuali Vittorio Grigolo, Marcelo Álvarez, Francesco Meli, Fabio Sartori, Jonathan Tetelman, Yusif Eyvazov e poi, fra gli altri, Andrea Bocelli, Laura Pausini, Biagio Antonacci, Ligabue, Mahmood, Il Volo, Giuliano Sangiorgi e l’Orchestra della Fondazione Pavarotti. Il concertone sarà trasmesso da Mediaset; quando, ancora non si sa. Maestro Carreras, ricorda qual è la prima volta che ha ascoltato Pavarotti e che impressione le fece?«Ricordo benissimo. Fu a Barcellona, la mia città, nel nostro bellissimo teatro del Liceu. Io ero ancora uno studente. L’ho sentito cantare La traviata, e poi Lucia di Lammermoor e La Bohème con Montserrat Caballé. Io muovevo i primi passi nella carriera, e lui mi ha ascoltato quando facevo Siebel nel Faust (che di regola è un mezzosoprano ma veniva talvolta passato ai tenori, ndr). Da subito, ho provato un’ammirazione straordinaria per Luciano».
José Carreras: “Io, Domingo e Pavarotti: tre tenori e tre amici, litigavamo solo sul calcio”
Il cantante protagonista del concerto lirico-pop all’Arena per i 90 anni di Luciano: «Lui era tifosissimo della Juve, Placido del Real e io ovviamente del Barc…






