Pochi artisti riescono ormai a commuovere, la soglia della commozione essendo sovrastata e sepolta dall’orrore e dal pianto. Eppure è ancora possibile, invece, provare un sentimento di condivisione tenera e profonda, di comprensione e apprensione, un moto che muove all’abbraccio. È una musica sottile, nel terribile frastuono tutto attorno.
Parlo di musica non per caso, essendo l’artista di cui scrivo conosciuto come autore, interprete. Michele Bravi, tuttavia, come ciascuno di noi contiene moltitudini. È (anche) uno scrittore, un regista, un poeta, un mago, un ragazzo magro e alto, un confidente, una tazzina, un lembo di nebbia, un coniglio.
Ho tra le mani un suo libro appena uscito, si intitola Lo ricordo io per te, in copertina ci sono due persone che si abbracciano — appunto — e si guardano con dolcezza negli occhi. È un libro illustrato, di quelli che trovate nella sezione Junior delle librerie, un libro per bambini — si direbbe — ma invece no, invece anche e non solo. I libri per adulti sono solo per adulti. I libri per piccoli sono per tutti e difatti questo è per nonni, genitori, persone di mondo e persone sole al mondo, per sani e malati, per noi.
Tre racconti brevi, illustrati dalla matita di Mauro Balletti, che parlano di nonni: Graziella Giacchi e Luigi Bravi, i nonni che «hanno saputo essere bambini». C’è una loro foto, nelle ultime pagine: che belli. Storia della nebbia, storia della pioggia, storia della luna — i tre racconti.






