Quindi, oggi: il piano per la pace a Gaza, la proposta ad Hamas e le elezioni regionali

Segui Il Giornale su Google Discover

Scegli Il Giornale come fonte preferita

- Oggi la giornata è tosta da commentare, quindi saremo brevi.- Partiamo dalle Marche, dove il centrodestra non ha solo vinto ma ha staccato a tal punto il centrosinistra (o campo largo che dir si voglia) di così tanti punti da rendere il tutto una batosta per Schlein. “Meloni si abitui all’opposizione unita”, diceva Elly. Alla faccia.- Punto due: Matteo Ricci ha portato avanti le ultime settimane di campagna elettorale sventolando la bandiera Palestinese e veleggiando sulle ali della Flotilla. Idem con patate Elly Schlein, che da giorni non parla d’altro. ""Si vota per le Marche e per la Palestina – diceva al megafono Ricci –. Con noi al governo sarà una Regione popolare, in mezzo alla gente e ci occuperemo dei problemi dei marchigiani. Ma avremo sempre uno sguardo rivolto verso il mondo". Risultato: i marchigiani se ne sono infischiati e tanti saluti al progetto di tornare alla guida della Regione.- Guai a dire, ovviamente, che il voto ha una valenza nazionale. Ovviamente quando il Pd perde è sempre e solo una sfida locale.- Il Campo largo? Il campo largo funziona poco. Dice YouTrend che questa è la decima elezione regionale che Pd e M5S perdono correndo insieme. Hanno fatto eccezione solo l’Umbria (fortino rosso), l’Emilia Romagna (fortino rosso) e la Sardegna (dove peraltro si rischia pure la decadenza). Insomma: è vero che è necessario unire le opposizioni per sperare di battere la Meloni, ma per Elly e Conte al momento le notizie non sono buone.- Il Pd ha annunciato che i suoi esponenti sulla Global Sumud Flotilla scenderanno non appena arriveranno al limitare del blocco navale israeliano. Insomma: scendono, o quasi. Domanda, domandina: ma visto che lo sapevano da tempo che sarebbe finita così, non era meglio evitare di partire?- La proposta di Donald Trump e Bibi Netanyahu per concludere la guerra a Gaza è clamorosa. Per due motivi. Uno: permetterebbe ai miliziani di Hamas di avere una sorta di amnistia, anche se non ho dubbi che Israele li terrà d’occhio e magari tra due, tre o cinque anni ma non tarderà ad eliminarli. Uno ad uno. Due: il governatorato per la Palestina sarebbe il primo tentativo dopo decenni di mettere una forza internazionale in una terra che dal 1948 non vive in pace. Tre: ora la palla passa in mano ad Hamas, che ha solo due opzioni direi: o accetta oppure legittima la continuazione del conflitto. Poi però basta urlare al "genocidio".