MILANO. Si profila una seduta fiume a Palazzo Marino, dove da ormai 5 ore si discute per decidere il destino di San Siro. Il Consiglio comunale è riunito in una seduta per votare la delibera che prevede la vendita dello stadio Meazza e delle aree circostanti a Inter e Milan. Sul tavolo circa 240 emendamenti, presentati da maggioranza e opposizione, che allungheranno inevitabilmente i tempi del dibattito. Il voto è atteso nelle prossime ore, con la scadenza dell’offerta d’acquisto fissata per domani, 30 settembre, e con il vincolo sul secondo anello dello stadio pronto a scattare il 10 novembre. Gli equilibri in aula fanno intravedere un via libera alla vendita: con il sì dell'indecisa Monica Romano (Pd) e Forza Italia che ha lasciato intendere che abbandonerà l’aula al momento del voto, riducendo così il quorum necessario alla maggioranza per approvare la delibera.
Vendita di San Siro: in Comune il voto, allo stadio la protesta: "Un regalo ai privati. Perché?"
«Quella di oggi è una decisione cruciale per il futuro di San Siro – ha affermato la vicesindaca Anna Scavuzzo, seduta accanto al sindaco Beppe Sala –. Finalmente portiamo l’attenzione su un tema centrale, lavorando per renderlo coerente con gli obiettivi della città». Il prezzo stabilito dall’Agenzia delle Entrate per la cessione ai club è di 197 milioni di euro. Un passaggio che, tuttavia, divide fortemente sia la maggioranza sia l’opposizione. Nel centrosinistra sono sette i consiglieri che hanno annunciato voto contrario, cui si aggiunge Marco Fumagalli (Lista Sala), critico sugli aspetti ambientali.










