Tra il 9 e il 10 ottobre Bolaffi mette all’asta poco più di trecento i lotti di piccole e grandi raritàStimato cultore della storia postale, il palermitano Giulio Perricone appartiene a quella ristretta schiera di filatelisti i quali, una volta ritenuto concluso il lavoro di ricerca e documentazione su un determinato aspetto della storia postale, o ne fanno donazione (le 8 mila cartoline del capoluogo siciliano diventate patrimonio del Museo della cartolina d’epoca), o rimettono tutto sul mercato. Permettendo ad altri appassionati di entrare in possesso di esemplari e documenti cercati da tempo. Come la collezione di Sicilia che Bolaffi (www.astebolaffi.it) si appresta a disperdere il 9 e 10 ottobre. Poco più di trecento i lotti di piccole e grandi rarità di quelli che secondo un altro studioso palermitano, Nino Aquila, possono essere considerati «i più bei francobolli al mondo».

In sintonia con Giulio AndreottiBen quotate due lettere, partite da Messina con destinazione Genova. Quella stimata 12.500 euro, resa franca il 3 ottobre 1859, con il 50 e il 5 gr e quella imbucata il 14 maggio 1860 (primo giorno della dittatura di Garibaldi in Sicilia), affrancata con i valori da 1, 5, 10 e 50 gr, a sua volta proposta a 20 mila euro. Dalla collezione di un altro famoso collezionista, Saverio Imperato, proviene invece la lettera da Napoli per Marsiglia del 19 febbraio 1859 affrancata con i valori da 50, 2, 5,10 e 20 gr che presentando alcuni difetti e valutata 3 mila euro.L’asta della casa torinese comprende altri lotti. Per chi fosse interessato a entrare in sintonia collezionistica con Giulio Andreotti, è disponibile una bella lettera pontificia da Fossombrone a Roma, spedita il 13 agosto 1858 con su un blocco di dieci esemplari del ½ baj delle poste del Papa re. Partenza da 4 mila euro.