di
Giovanna Maria Fagnani
Il canile-gattile dell'Enpa di Monza ospita anche tanti animali da reddito abbandonati in diverse situazioni. Che possono diventare ottimi compagni di vita. Con lo storico presidente Giorgio Riva vi spieghiamo come
Quando si decide di accogliere in famiglia un animale diverso da un cane o da un gatto, spesso si pensa che non ci sia altra alternativa, se non quella di acquistarlo da un allevamento o da un negozio. In realtà, «adozione» non fa rima sempre con i consueti animali da compagnia. L'Enpa di Monza Brianza, ad esempio, è uno tra i (rari) canili e gattili che ospita anche esemplari di altre razze, anche di quella che la legge chiama «animali da reddito». Galli e galline, oche e papere, conigli, fino ad arrivare a capre, pecore, asini e cavalli. E anche per loro cerca una famiglia.
«Non è semplice, ma a volte accade» racconta lo storico presidente della sezione Giorgio Riva. Da dove arrivano questi animali? Non sempre da sequestri. Anche loro a volte vengono trovati vaganti sul territorio, proprio come cani o gatti abbandonati. «La settimana scorsa a Cavenago e a Seregno sono state trovate sei capre non registrate e quindi non si è potuto risalire ai proprietari. Le capre a Seregno si aggiravano dentro al cimitero - racconta il presidente -. Si tratta quasi sempre di capre e pecore sfuggite a allevamenti abusivi per la macellazione clandestina. In Italia è vietato macellare animali al di fuori delle strutture deputate, ma c'è chi cerca di aggirare questo divieto, per varie ragioni».







