La reazione comune dei 700 invitati che varcano il portone della Pinacoteca di Brera, entrando nel cortile, è wow. Lo dicono Richard Gere, Lauren Hutton, Glenn Close, in tailleur con giacca ricamata, Spike Lee e anche Samuel L. Jackson. Cate Blanchett, in giacchina oro e nero, si guarda attorno e sorride. A stupire tutti è anche l’allestimento dello show, realizzato come Giorgio Armani aveva stabilito: ci teneva tanto a questo evento, con cui avrebbe festeggiato i cinquant’anni del marchio.
Il colonnato attorno al cortile è profilato da tende avorio con la passerella e le sedute nelle stesse tonalità; al centro, centinaia di lanterne in tela illuminate sono poggiate a terra. Al primo piano del palazzo da mercoledì scorso è aperta la mostra Giorgio Armani: Milano, per amore, 133 abiti dello stilista “in conversazione” con le opere conservate nel museo.
La Tanya Richardson, Spike Lee e Samuel L. Jackson
Quella di ieri sera avrebbe dovuto essere una celebrazione tra passato, presente e futuro del marchio, con la presentazione delle collezioni uomo e donna per la prossima primavera/estate a suggellare l’evento di chiusura della fashion week milanese. Era tutto pronto per la grande festa. Ma il 4 settembre, con la scomparsa dello stilista, è cambiato il senso dello show. Le lanterne sono state usate per la camera ardente il 6 e 7 settembre all’Armani/Teatro in via Bergognone; nei giorni scorsi la famiglia ha valutato se cambiare il set della sfilata, ma alla fine hanno voluto che tutto fosse come lo stilista lo aveva immaginato. Questa è la sua ultima sfilata, giusto sia così. Ed è rimasta la stessa anche la colonna sonora, eseguita dal vivo al pianoforte da Ludovico Einaudi: ad aprire la sfilata è Nuvole Bianche, brano che ha accompagnato la camera ardente. Risentirla davanti alle sue ultime creazioni è commovente.












