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Sergio Mattarella sarà da questa sera ad Astana, in Kazakistan, per poi fare tappa da martedì a Baku, in Azerbaigian. La nuova missione del capo dello Stato in Asia centrale conferma quanto l'area sia considerata sempre più strategica, da un punto di vista sia geopolitico che diplomatico. Rapporti economici ed energetici in crescita, passi in avanti per quel che riguarda le riforme interne e i processi di modernizzazione, un tentativo di emancipazione dalle superpotenze vicine, come Russia, Cina e Iran, e - nel difficile contesto internazionale segnato da "una guerra mondiale a pezzi" - la volontà di portare avanti un progetti di pace 'a pezzi', a partire dal Caucaso meridionale. Muove da queste premesse il viaggio dell'inquilino del Colle.

È la prima volta che Mattarella si reca ad Astana, a suggellare (dopo la partecipazione della premier Giorgia Meloni lo scorso maggio al vertice Italia-Asia Centrale) una relazione economica in forte crescita. A farla da padrone sono le forniture energetiche, a partire da gas e petrolio, importanti per la diversificazione degli approvvigionamenti resa necessaria dall'invasione della Russia in Ucraina. Non solo energia, però. Il Kazakistan sta lavorando infatti molto sulla diversificazione della propria economia, altrimenti appiattita sulle risorse naturali, e punta su una politica estera basata sulla "multivettorialità", in modo da avere buoni rapporti con tutti i partner internazionali, senza essere subordinato a nessuno. Di qui la possibilità di aprire canali di collaborazione in altri settori, dalla tecnologia alle infrastrutture di collegamento. Il capo dello Stato arriva ad Astana in serata. Domani mattina, al palazzo presidenziale, vedrà il presidente Qasym-Jomart Toqaev.