TARANTO – Ha lasciato nella tarda mattinata di domenica 28 settembre il porto di Taranto la petroliera Seasalvia, che mercoledì sera non aveva potuto caricare 30mila tonnellate di greggio a causa di una protesta indetta all'esterno del porto per la destinazione del rifornimento, cioè l'aviazione israeliana, secondo quanto dichiarato dal sindacato Usb e dai Cobas, ideatori e organizzatori del presidio di protesta. Presidio al quale hanno partecipato un centinaio di persone e che si è ripetuto anche venerdì sera tardi sino alle 2.
La nave ha terminato di caricare il greggio e scortata da motovedette della Guardia di finanza e della Capitaneria ha lasciato lo specchio di mare del porto. La nave, che batte bandiera maltese e appartiene alla compagnia greca Thenamaris, è diretta a Porto Said in Egitto. E proprio il cambio di destinazione ha consentito allentato la tensione. Inizialmente la nave doveva andare nel porto israeliano di Ashkelon e questo aveva causato la protesta, tant'è che la nave si era dovuta allontanare da Taranto posizionandosi nel golfo a circa 20 miglia dalla città. La Seasalvia ha poi fatto ritorno a Taranto nella tarda serata di venerdì, quando è stato ufficializzato il cambio di approdo.











