La creatività in cucina degli astronauti sfida i limiti dell'assenza di gravità: i trucchi per assemblare gli alimenti e fissarli ai piatti senza farli fluttuare
La cena è servita! Ecco il «sushi spaziale» che gli astronauti della Nasa hanno preparato con grande fantasia e creatività. L'Agenzia spaziale americana ha condiviso sul proprio sito ufficiale e sui suoi account social le foto di un pasto davvero speciale.
Come è noto gli astronauti possono optare per tipologie di alimenti molto limitate nel corso delle loro missioni spaziali e come se non bastasse l'assenza di gravità comporta non poche difficoltà tecniche per realizzare e assemblare i piatti. In ambiente di microgravità, infatti, anche i pasti più semplici richiedono una preparazione meticolosa: gli alimenti sono sigillati sottovuoto, gli utensili sono magnetici e le forchette sono fissate per evitare che volino via.
In cucina con gli astronauti In questo clima generale di «noia culinaria» ha avuto allora la meglio la creatività degli astronauti che di recente hanno realizzato ad un vero e proprio sushi «ad altissima quota» utilizzando alimenti di uso quotidiano per colmare, almeno in parte, la lontananza da casa.Con riso, alghe, tonno e carne in scatola sono riuciti a replicare una versione molto particolare di uno dei piatti orientali più amati al mondo e pure un eccentrico cocktail di gamberi. L’assenza totale di gravità, spiega la Nasa, è stata superata grazie alla forza di tensione superficiale dell’acqua, che ha fatto da collante per mantenere l’integrità strutturale delle «palline» di riso del sushi, oltre ai vari condimenti che hanno permesso di unire tutti gli altri ingredienti. I vassoi di tutte le portate sono stati fissati con strisce di velcro, in modo tale da mantenerli stabili nel modulo Unity della Stazione ed evitare così di farli fluttuare in lungo e in largo.Per il cocktail, invece, gli astronauti si sono serviti di un cracker ai cereali integrali, guarnito con un gambero dall’arancione forse un po’ troppo vivace. Il sushi spaziale è una scelta popolare a bordo della ISS da oltre un decennio. Nel febbraio 2010 , l'astronauta giapponese Soichi Noguchi portò con sé del pesce crudo e lo condivise con i suoi compagni di equipaggio, introducendo questa cucina anche in orbita. Per gli astronauti in missione condividere la preparazione di un piatto può contribuire a risollevare il morale e promuovere il senso di comunità nei mesi di isolamento, dove il tempo e le attività sono regolati in modo molto rigido. Anche se alcuni utenti hanno commentato le foto postate su Instagram dalla Nasa in modo poco lusinghiero, definendo il sushi spaziale «cibo da prigione», l'aspetto colorato e fantasioso del piatto è certamente un passo avanti rispetto a tubetti e alimenti termostabilizzati di uso quotidiano.






