A prima vista, l’immagine comparsa nei giorni scorsi sulla piattaforma X ha fatto sobbalzare più di un appassionato di fantascienza: un bizzarro uovo di un colore violaceo intenso, dal quale spuntano dei piccoli e inquietanti tentacoli chiari, immortalato mentre fluttua a gravità zero. Eppure, la fotografia scattata a bordo della Stazione Spaziale Internazionale (ISS) non ritrae una minacciosa forma di vita extraterrestre, ma un semplice ortaggio. Per l’esattezza, si tratta di una patata viola ricca di antocianine, coltivata in orbita dall’astronauta della NASA Don Pettit. Un esperimento nato come hobby, ma che racchiude in sé il seme della futura sopravvivenza umana nel cosmo profondo.
A svelare l’arcano è stato lo stesso veterano dell’agenzia spaziale statunitense, celebre per aver trascorso ben 590 giorni in orbita in quattro diverse missioni dal 2002 a oggi e per i suoi scatti mozzafiato ad aurore boreali e comete (come le recenti C/2023 A3 e C/2024 G3). Condividendo la foto del tubero, Pettit ha fornito ai suoi follower una spiegazione dettagliata del suo passatempo botanico. “Spudnik-1, una patata in orbita sulla Stazione spaziale internazionale”, ha scritto scherzosamente l’astronauta, ribattezzando l’ortaggio con un gioco di parole tra il celebre satellite russo e il termine inglese “spud” (patata).







