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Il rame fa gola e le quasi 1.700 colonnine di ricarica per le auto elettriche distribuite a Roma sono tra i bersagli preferiti dei predoni dell’«oro rosso». Sono stati già centinaia, infatti, durante il 2025 i furti compiuti tagliando di netto i cavi dei totem situati sulla strada e il bilancio, visto che mancano tre mesi alla fine dell’anno, potrebbe non essere definitivo.
Un fenomeno contro cui i gestori - i principali sono «a.Cities», parte del Gruppo Acea tramite la società «a.Quantum»; Enel X e «Plenitude On The Road», riconducibile a Eni Plenitude - stanno agendo in due modi: sporgendo denuncia alle autorità, collaborando alle indagini, e al contempo provando a difendere le colonnine ancora spente avvolgendole con pellicole di plastica particolarmente resistenti, oppure evitando proprio di montare i cavi prima dell’attivazione. Non sempre basta a tutelarsi e i numeri lo dimostrano, anche se l’arresto ad aprile scorso di una presunta banda composta da tre persone, due uomini e una donna, sembra aver contribuito a ridurre i casi per un certo periodo.
Il Gruppo Acea, ad esempio, su Roma ha circa 400 colonnine e conferma che nel periodo tra maggio e giugno scorso si è verificata una «considerevole mole» di furti. Secondo quanto risulta a Il Tempo si tratterebbe di 30 episodi a cui se ne sarebbero aggiunti altri sette quando, questo mese, la società ha ripristinato i totem vandalizzati. L’allarme è ancora alto e l’azienda, oltre a denunciare i fatti, sta provando ad avviare un fronte comune con gli altri gestori del servizio tramite l’associazione di categoria «Motus-E», che riunisce operatori industriali, filiera dell’automotive, mondo accademico e movimenti di opinione con l’obiettivo di accelerare la diffusione della mobilità elettrica.







