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Fatta eccezione per la Parigi-Roubaix, tutti i percorsi più noti del ciclismo hanno a che fare con strade in salita. Nel caso di corse di un giorno, nemmeno serve arrivare a grandi salite alpine o pirenaiche: bastano salite più brevi ma intense, come le côtes e i muri delle corse belghe; meglio ancora se in una superficie diversa dal semplice asfalto. Le più famose salite ciclistiche sono in Europa per ragioni storiche, ma ne esistono di altrettanto interessanti anche altrove. Senz’altro ce ne sono in Ruanda, paese che sta ospitando i Mondiali di ciclismo, i primi in Africa.
Anche noto come “il paese dalle mille colline”, il Ruanda si è fatto molto apprezzare nelle prime prove dei Mondiali di ciclismo, quelle a cronometro e delle categorie giovanili. Sabato e domenica ci sono le gare più attese, le prove in linea: quella femminile, dove ha buone possibilità l’italiana Elisa Longo Borghini, e quella maschile, dove tanto per cambiare il favorito è Tadej Pogacar.
Entrambe le gare si svolgeranno perlopiù su un circuito di 15 chilometri nella capitale Kigali, con diversi passaggi su brevi salite, alcune delle quali in pavé. La gara femminile avrà un dislivello complessivo di 3.350 metri, quella maschile – più lunga e con un passaggio oltre i 1.700 metri di altezza – avrà un dislivello totale di 5.500 metri, paragonabile a quello di una dura tappa alpina al Giro d’Italia o al Tour de France.









