Più timidi e a disagio con gli altri, anche a scuola, e con la tendenza a starsene in camera loro? I social c'entrano ma anche forse i genitori. I teenagers, ragazzi e ragazze, figli dei cosiddetti genitori 'elicottero' che li indirizzano di continuo, sono vittime di ansia sociale crescente. A scuole cominciate, gli esperti raccomandano alle mamme e ai papà di essere meno invadenti per aiutare bambini ed adolescenti ad essere più socievoli e indipendenti. Si parla spesso dei genitori 'elicottero' oppure 'spazzaneve' o delle mamme 'tigri' a seconda del paese di appartenenza, ora una nuova indagine della Georgia Center for developmental sciences ne quantifica gli effetti e propone soluzioni. Il fenomeno ci riguarda, dati italiani alla mano raccolti recentemente dall'università LUMSA. "Mamme e papà contribuiscono entrambi in modo abbastanza equo ai sintomi dell'ansia sociale, - spiega Cullin Howard, che ha diretto l'indagine - pubblicata su Adolescent Research Review. - Ragazzi e ragazze ansiosi sono soprattutto figli di genitori che li iper proteggono con regole, standard e aspettative autoritarie. I genitori controllanti compromettono lo sviluppo della cosiddetta 'resilienza emotiva' limitandone l'autonomia fin da bambini". Il trend è diffuso in molti paesi. Una indagine recente dell'Università LUMSA condotta su 300 studenti romani ha osservato il fenomeno dell'"interferenza" genitoriale, ossia quando madri e padri si sostituiscono ai figli in ogni decisione, dalla scuola alla futura carriera, snocciolando dati che fanno riflettere su quanto aiutarli diventi soffocante . "Circa quattro studenti su dieci con sintomi depressivi dichiarano di subire un'eccessiva interferenza, - si legge nel report. - In particolare, interferiscono nelle scelte scolastiche e professionali, scegliendo percorsi ritenuti più sicuri o prestigiosi e privando i ragazzi di un sano margine di autonomia. Quando ogni decisione viene "filtrata" dagli adulti, l'aiuto rischia di trasformarsi in soffocamento, generando nei giovani un senso di inadeguatezza e di incapacità di autodeterminarsi". Paura di essere valutati o criticati negativamente dagli altri, tendenza ad essere introversi fino a mostrare un vero disagio nelle situazioni sociali evitando così gli incontri isolandosi, - questi i sintomi che possono apparire in chi ha genitori iperprotettivi. Esiste una soluzione? Fare un passo indietro. "Ciò non significa che imporre restrizioni agli adolescenti sia sempre sbagliato, c'è però un momento e un luogo per farlo, - suggeriscono gli autori dell'analisi. - Anche essere troppo accomodanti e non offrire una guida può esporre gli adolescenti a rischi inutili o renderli insicuri su come affrontare le sfide. I genitori hanno il dovere di trovare un equilibrio tra stabilire limiti adeguati all'età dei figli e dare loro lo spazio per fare le proprie scelte. Esiste un livello appropriato di controllo che sostiene l'autonomia del bambino, fin da piccolo, affinché impari a regolarsi, ad affrontare le sfide e ad acquisire le capacità di confrontarsi con gli altri ambienti fuori casa senza troppa ansia". Mamme e papà affettuosi con i più piccoli li aiutano ad avere fiducia ma con l'adolescenza bisogna cambiare registro e ridurre le interazioni di controllo affinché i giovani diano priorità all'indipendenza, alle relazioni con i coetanei e alle nuove esperienze sociali fuori casa. "Un compito primario dei padri durante questo periodo di sviluppo è ad esempio quello di fungere da fonte costante di supporto emotivo e cura, incoraggiando i giovani a esplorare in modo indipendente il loro mondo sociale in continua evoluzione. Restando genitori accoglienti riduce i sintomi dell'ansia sociale e promuove un'immagine positiva di sé. Che mamma e papà restino un "rifugio sicuro" nei momenti di difficoltà dei figli". Il cambiamento va apportato fin dall'infanzia. "Adottare un controllo che sostenga l'autonomia del bambino, fornendogli al contempo limiti, li aiuta a crescere fiduciosi e indipendenti. Adottare invece comportamenti ipercontrollanti inibiscono la capacità del bambino di imparare a regolarsi, ad affrontare le sfide e ad acquisire le capacità di gestire ambienti sociali esterni senza troppa ansia, - concludono gli esperti.