Secondo gli inquirenti, il sequestro di Vittoria, in cui nella serata di giovedì è stato rapito il figlio 17enne di un noto commerciante agricolo del Ragusano, non nasce dalla volontà di chiedere un riscatto. Lo ha escluso il procuratore Francesco Puleio: “Non c’è stata nessuna richiesta di soldi alla famiglia e il ragazzo è stato trattato bene”, ha dichiarato il magistrato durante una conferenza stampa. La vicenda ha ancora molti lati da chiarire: il 17enne è stato rilasciato la sera di venerdì e si è presentato autonomamente in commissariato, accompagnato da un amico.
La polizia ha raccolto la testimonianza della vittima fino alle tre della scorsa notte: i rapitori erano quattro. Avevano l’accento locale e sono rimasti incappucciati per tutta la durata del sequestro. Sarebbe stato tenuto prigioniero nelle campagne di Vittoria. Tra il luogo della liberazione e il casolare in cui era stato portato, i banditi hanno impiegato circa sei minuti di auto. Dopo il rilascio, la vittima ha dovuto percorrere a piedi altri 20 minuti prima di arrivare alla strada in cui ha incontrato l’amico che l’ha poi portato in auto al commissariato. Dal racconto si deduce, secondo il legale del ragazzo, dunque , che la prigione in cui il 17enne è stato tenuto era a poca distanza dal centro della città. Al giovane è stato dato del cibo e gli è stato consentito di dormire mezzora. Secondo l’avvocato della vittima, si sarebbe trattato dell’azione di quattro balordi che, vista la reazione delle forze dell’ordine che hanno subito avviato le ricerche, hanno poi desistito dal loro piano, rilasciando la vittima.











