Dopo ore di angoscia e paura è stato ritrovato, e sta bene, il ragazzo di 17 anni figlio di un noto commerciante di prodotti ortofrutticoli della città di Vittoria rapito, ieri sera, da un commando di 4 uomini davanti a un gruppo di amici. Il racconto della vittima Il giovane, vittima del sequestro lampo, ha raccontato agli investigatori che i rapitori:«Avevano l'accento di Vittoria e sono rimasti incappucciati per tutto il tempo».Sarebbe stato tenuto prigioniero nelle campagne di Vittoria. Secondo quanto ricostruito, tra il luogo della liberazione e il casolare in cui era stato portato, i banditi hanno impiegato circa 6 minuti di auto. Dopo il rilascio la vittima ha dovuto percorrere a piedi altri 20 minuti prima di arrivare alla strada e incontrare un amico che l'ha poi portato in auto al commissariato. Al giovane è stato dato del cibo e consentito di dormire mezz’ora. Il racconto del 17enne farebbe pensare, secondo l'avvocato, all'azione di 4 balordi che, vista la reazione delle forze dell'ordine che hanno subito avviato le ricerche, hanno poi desistito dal loro piano rilasciando la vittima Le indagini Le quanto emerso il giovane stava camminando verso casa quando un amico lo ha riconosciuto, lo ha accolto nella sua auto e accompagnato in commissariato a Vittoria. «Devo dare atto a impegno delle forze dell'ordine e procura per avere svolto gli accertamenti necessari nell'immediato. La vicenda presenta ancora lati oscuri sui quali risponderemo compatibilmente alla necessità di non pregiudicare le indagini e cercando di offrire all'opinione pubblica un quadro completo limitatamente al divulgabile in questa fase. Le indagini sono ancora in corso», ha detto il procuratore capo di Ragusa, Francesco Puleio affiancato dal sostituto Monica Monego, dal questore Marco Ciambra, dal capo della Mobile Andrea Monaco e dal dirigente del commissariato di Vittoria, Giovanni Arcidiacono. Per il questore Ciambra «l'intervento delle forze dell'ordine è stato immediato, la segnalazione è arrivata da uno degli amici del ragazzo, e ha consentito di acquisire elementi importanti da parte della Squadra mobile e del commissariato di Vittoria. Effettuate attività di controllo del territorio e investigative che hanno acconsentito di acquisire elementi importanti». Al momento non ci sarebbero elementi che condurrebbero a richieste estorsive, altrimenti la competenza passerebbe direttamente alla direzione distrettuale antimafia. Cosa è successo Il ragazzo, ieri sera, è rimasto ore negli uffici della polizia per ricostruire quanto avvenuto. Un sequestro singolare il suo su cui gli inquirenti stanno cercando di far luce anche attraverso le testimonianze dei ragazzi che hanno assistito, terrorizzati, al rapimento. La vittima, studente del quarto anno del liceo scientifico "Giuseppe Mazzini", era con la sua comitiva alla periferia di Vittoria, una zona residenziale. I giovani sono improvvisamente stati avvicinati da due Fiat Panda, una bianca e una nera. Dall'auto nera sono scesi due uomini incappucciati, armati di pistola, che hanno gridato il cognome del ragazzo e si sono avvicinati a lui. Il 17enne, a cui è stato coperto il volto, è stato costretto a salire in macchina. Un'azione di pochi secondi messa a segno davanti agli amici. "Vogliamo solo lui", avrebbero urlato i banditi alla comitiva. Al 17enne è stato fatto consegnare il cellulare che, secondo il racconto dei testimoni, è stato poi lanciato a terra dai rapitori per evitare che fosse tracciato. Le due auto sono fuggite in direzione della ex strada statale 115 che porta a Gela, Comiso e Catania. A dare l'allarme alla polizia sono stati gli amici della vittima. Le ricerche Le ricerche sono partite immediatamente e proseguono senza sosta. Le forze dell'ordine - polizia e carabinieri - hanno impegnato elicotteri e pattuglie a terra. L'inchiesta è coordinata dalla procura di Ragusa. Utili a ricostruire la vicenda le decine di telecamere della zona che avrebbero ripreso le auto in transito. Il luogo del rapimento si trova nei pressi di un grosso centro revisioni e officina meccanica che a quell'ora però era chiuso.Oltre agli amici del 17enne gli investigatori hanno sentito i genitori. Il padre è titolare di un'azienda del settore del confezionamento e della commercializzazione di prodotti ortofrutticoli e agricoli, una delle attività più importanti della zona. Il ritorno del giovane non ferma gli incubi di Vittoria, già da mesi dentro un tunnel. Lo dice chiaramente il sindaco, lo dice la gente al bar: «La droga sta soffocando Vittoria». E con i soldi della droga alcuni albanesi stanno investendo sul territorio, comprando tante serre. È uno scenario su cui la Direzione distrettuale antimafia di Catania lavora da mesi, monitorando il ritorno sul territorio di boss che hanno scontato il loro debito con la giustizia.