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D'altronde Jannik Sinner ha messo le mani avanti. "A costo di perdere qualche partita in più", per battere il suo vero antagonista nel circuito - Carlos Alcaraz - è disposto ad apportare delle modifiche al suo tennis. Uscire dalla zona di comfort per abbracciare il cambiamento è una scelta saggia, ma rischiosa. L'ottavo di finale portato a casa contro Terence Atmane fotografa un po' questo pericolo: 6-4, 5-7, 6-0 in oltre 2 ore e 20 minuti di fatica. A parte l'ultimo set, in cui il francese numero 68 al mondo ha mollato la presa anche a causa del dolore causato dai crampi, per l'altoatesino non è stata una passeggiata di salute la strada verso l'approdo ai quarti di finale dell'Atp 500 di Pechino, dove affronterà l'ungherese Fabian Marozsan. Come sovente accade, Sinner parte a razzo e scappa subito sul 3-1. Un break che controlla in scioltezza, senza mai concedere possibilità all'avversario, fino al game decisivo per mettere in cascina il primo parziale. Il ritmo è alto e il campione di Wimbledon si incarta sino a offrire al talentuosissimo Atmane tre occasioni del 5-5. L'allievo di Vagnozzi e Cahill però ha fatto della capacità di restare glaciale nei punti spartiacque il suo marchio di fabbrica. Il servizio fa il resto e, soffrendo non poco, dopo quasi un'ora di gioco, Sinner riesce ad accaparrarsi il set d'apertura.