Jannik Sinner supera con agilità il croato Marin Cilic, al ritorno alle competizioni dopo la sconfitta in finale agli Us Open di poche settimane fa ad opera di Carlos Alcaraz.
L'esordio all'Atp 500 di Pechino, vincente con un doppio 6-2 in un'ora e 21' di gioco, ha fornito i primi elementi dei cambiamenti "di tante piccole cose" promessi dal tennista azzurro per risultare meno scontato in campo, facendo tesoro della lezione di Flushing Meadows.
I primi game sono stati segnati da una sorta di impazienza, come a voler dare imprevedibilità al gioco. "La prestazione, secondo me, è stata molto positiva. Onestamente, non facevo una partita ufficiale da un po' di tempo", ha affermato in conferenza stampa Sinner.
"A volte c'è la volontà di accorciare i punti, ma sto solo provando cose simile in allenamento e nella pratica non è così semplice, ma sono contento di come sono andate oggi le cose". Notevole il 77% di prime di servizio, contro il 48% della finale all'Arthur Ashe Stadium: percentuali alte sulla battuta, ma più lenta. "Servire a volte ci sta che abbasso la velocità. Ho servito molto bene, sto cercando di automatizzare il tutto. Vediamo se è stata solo una casualità. Ci stiamo mettendo molto lavoro".











