di
Marco Gillo
Nel cortile di San Francesco la mostra esperienziale dei giovani malati di Fondazione Bullone. «La sofferenza lascia segni che sono anche l’inizio di nuovi percorsi per superarla»
Sono passati ormai otto secoli da quando Francesco compose il Cantico delle Creature lanciando un messaggio universale di meraviglia e gratitudine per il creato, per tutte le creature viste come fratelli e sorelle riflettenti l’immagine del Creatore. Un messaggio che risuona ancora oggi, avvolto da una bellezza che non teme le imperfezioni, anzi le abbraccia.Con questa ispirazione, nel cuore di Assisi, durante la manifestazione «Il Cortile di Francesco» proprio nel cortile inferiore della Basilica si è svolta un’iniziativa della Fondazione Bullone «Cantico Contemporaneo: Lode all’essere umani – Cicatr/ci e bellezza nel nostro tempo», un percorso culturale e artistico che vuole mettere al centro le fragilità come una risorsa preziosa delle trasformazioni personali e sociali.
L’iniziativa si è articolata in mostre laboratori, workshop e tavole rotonde coinvolgendo rappresentanti di imprese, Terzo settore e Università, per dialogare sul valore umano contemporaneo. La creatività è stata una delle principali cifre dell’iniziativa, i ragazzi della fondazione, i B.Liver hanno proposto nel porticato inferiore della Basilica e nella Sala Lorenzetti la mostra Cicatr/ci, esposizione artistica itinerante con l’obiettivo di trasformare le cicatrici, emotive e fisiche, in simboli di bellezza e identità. Un progetto nato nel 2018 con una mostra alla Triennale di Milano e che nel tempo è diventato «linguaggio artistico identificativo» dei B.Livers.Molte persone hanno visitato la mostra e in tanti hanno partecipato attivamente al progetto interpretando artisticamente le proprie ferite scolpendole simbolicamente sulla Venere di Milo o sul David di Michelangelo. Grazie all’artista Giuditta Ravalli queste statue diventano oggi testimonianze tangibili di resilienza e trasformazione, offrendo a chi le osserva uno spazio di riflessione sulla propria fragilità.






