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Giuseppe Sarcina

I rappresentanti di 50 Paesi lasciano l’Aula: l’Italia resta, la Spagna no. Via anche i sauditi

È stato il discorso di un leader sempre più solo. Benjamin Netanyahu è salito sul podio dell’Assemblea Onu con mappe e grafici. Ha parlato con tono ora sprezzante, ora condiscendente, ora paternalistico. È stato ripagato con una clamorosa protesta che ha sancito, in diretta sui canali televisivi di mezzo mondo, il suo isolamento internazionale. Non appena il presidente di turno della seduta, Dionisio Babo Soares (Timor Est), ha annunciato il suo intervento, circa cento diplomatici, in rappresentanza di 50 Paesi, hanno lasciato l’Aula.

Le foto e le inquadrature delle tv restituiscono le immagini di file e file di sedie vuote. Molti Paesi hanno occupato uno solo dei sei posti a disposizione: tre sedie gialle accanto ai tavoli e tre azzurre subito dietro. Ciò significa che altre centinaia di persone non si sono neanche presentate in sessione.La delegazione israeliana ha cercato di coprire con frenetici applausi i fischi e gli ululati in arrivo dalla platea e dalla galleria degli ospiti, dove per altro erano presenti anche numerosi invitati dal governo di Tel Aviv.