"Una riforma che introduca finalmente l'elezione diretta del Presidente, perché chi vince governa e chi perde sta all'opposizione e il potere resta nelle mani dei cittadini". A poche ore dal silenzio elettorale, Giorgia Meloni irrompe nella campagna per le regionali della Valle d'Aosta, in cui si voterà - solo domenica - anche per le Comunali del capoluogo e di altri 64 comuni. "In otto anni - punta il dito nel suo messaggio elettorale - si sono alternati ben sette presidenti di Regione e, capite bene, che è impossibile in queste condizioni programmare e dare risposte serie a cittadini e imprese". Ma intanto, con un video messaggio diffuso sui social, la premier sprona ora a "voltare pagina", votando la coalizione che governa. E attacca frontalmente gli avversari numero uno del centrodestra: gli autonomisti e, in particolare, l'Union Valdotaine. Colpevoli - spiega - di "una condizione politica bloccata in una sorta di costante avvitamento su se stessa, sulle dinamiche interne al mondo cosiddetto autonomista, su improbabili alleanze di potere con la sinistra che hanno finito col produrre instabilità e immobilismo".

Lo scontro tra l'attuale compagine che guida la Regione - con gli autonomisti e il centrosinistra - e la coalizione di centrodestra è comunque condizionato dal sistema proporzionale 'vecchia maniera', ancora in vigore nella regione. Ed è proprio all'instabilità che esso avrebbe generato negli ultimi anni che Meloni, pur non essendo Fdi presente in Consiglio regionale, si aggancia per rilanciare la loro idea di una elezione diretta del Presidente anche in Valle d'Aosta. Dopodomani i 103.223 elettori valdostani sceglieranno invece i 35 consiglieri regionali indicando fino a tre preferenze (con differenza di genere), scelte tra gli oltre 300 candidati di nove liste. Sarà poi compito del Consiglio regionale eletto trovare gli equilibri per il nuovo presidente della Regione e la sua Giunta.