Lo chiamavano "big killer" e per lungo tempo la sua diagnosi è stata una condanna senza appello. Oggi, grazie ai progressi nella prevenzione, alla diagnosi precoce e alle nuove opzioni terapeutiche, il tumore del polmone sta cambiando volto, lasciando ampio spazio alla speranza di cura. Del tumore al polmone e delle nuove strategie di diagnosi e cura parleranno al Festival di Salute – a Padova, il 10 ottobre - Silvia Novello, docente di Oncologia Medica all'Università degli Studi di Torino e presidente di WALCE onlus, e Sara Pilotto, professoressa associata di Oncologia Medica all'Università di Verona.

Un'epidemia al femminile

I dati epidemiologici raccontano un panorama preoccupante per il sesso femminile: mentre l'incidenza di questo tumore diminuisce tra gli uomini, si registra un incremento allarmante tra le donne. Non a caso oggi questa neoplasia è diventata la prima causa di morte per tumore nel sesso femminile, superando quella per il cancro al seno. Un'inversione di tendenza frutto della maggiore diffusione del fumo di sigaretta nella popolazione femminile dagli anni '70-'80, con impatto devastante nelle fasce d'età più giovani.

Prevenzione e diagnosi precoce

Ecco perché, ribadiscono gli esperti, per ridurre il rischio è fondamentale la lotta al fumo. Un altro elemento cruciale è poi la diagnosi precoce, oggi più facile nei soggetti ad alto rischio grazie allo screening con TAC spirale, una tomografia a basso dosaggio che con un quinto delle radiazioni individua noduli piccolissimi, intercettando il tumore quando è curabile e riducendo la mortalità del 20-25%.