di
Corriere Animali
È accusato di uccisione di animale aggravata dalla crudeltà e dai futili motivi. La prima udienza del processo si terrà a gennaio. L'Enpa: «Lei era un simbolo, una madre, una vita»
È stato rinviato a giudizio Andrea Leombruni, responsabile della morte di Amarena, l'orsa simbolo del Parco nazionale di Abruzzo, Lazio e Molise, avvenuta a San Benedetto dei Marsi nella notte tra il 31 agosto e il 1° settembre del 2023. Per l'uomo l'accusa è di uccisione di animale con in più quella di aver agito con l'aggravante della crudeltà. La decisione è stata presa dal giudice predibattimentale del Tribunale di Avezzano.
Leombruni aveva sparato vari colpi di fucile all'orsa, esemplare della sottospecie marsicana, endemica nel Parco e considerata a rischio di estinzione, essendo presente solo in quest'area e in numeri non incoraggianti (si parla di una quota attorno ai 50 esemplari). L'animale, che stava probabilmente cercando di predare delle galline, morì poco dopo essere stata colpita, a poca distanza dall'abitazione dell'uomo. Con sé aveva due cuccioli dei quali subito dopo si persero le tracce ma che per fortuna a distanza di mesi furono nuovamente individuati e trovati in buona salute. Erano insomma riusciti a cavarsela anche senza la madre. L'udienza dibattimentale è stata fissata alle nove del prossimo 19 gennaio.









