Con fermezza, il ministro ha condannato le violenze delle università in nome della Palestina. Protesta di Ultima Generazione a Montecitorio

Segui Il Giornale su Google Discover

Scegli Il Giornale come fonte preferita

Le università sono sempre più avamposti di combattimento ideologico dell'estrema sinistra, una deriva che sta contagiando anche sempre più scuole superiori e licei, dove i collettivi rossi sembrano muoversi senza alcuna contrapposizione istituzionale, facendo proselitismo e organizzando manifestazioni e occupazioni. Su tema è intervenuto il ministro dell'Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, che durante il Question Time alla Camera ha affrontato il problema dell'incremento della violenza politica nel nome di Gaza."L'Università è il luogo del pensiero critico, non dell'anarchia. La casa del confronto, non del sopruso", ha dichiarato il ministro, sottolineando che "la libertà di manifestare le proprie idee non può mai trasformarsi in aggressione, minaccia o violenza. Interrompere un pubblico servizio, impedire lo svolgimento delle lezioni a svantaggio degli studenti che lì sono per imparare, e pagano per imparare, aggredire un docente, questi non sono atti di manifestazione di un pensiero democratico o di dissenso legittimo. Questi sono reati, e come tali vanno trattati". Non un passaggio casuale quello sulle aggressioni, visto quanto è accaduto nelle ultime settimane. A Pisa un docente è stato aggredito fisicamente e verbalmente da un gruppo di pro Pal ma l'ultimo episodio si è registrato poche ore fa a Genova, dove un dipendente tecnico-amministrativo è stato aggredito mentre tentava di accedere al rettorato occupato.