Il piano del ministero per l'accoglienza, con borse di studio e alloggi per 39 studenti palestinesi in 15 atenei, viene ignorato dalla propaganda pro Pal: "Non mi lascio spaventare da slogan vuoti"

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Il ministro dell'Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, è stata duramente contestata nel pomeriggio di ieri a Siena mentre si avviava a incontrare un gruppo di studenti palestinesi che sono arrivati nel nostro Paese per proseguire gli studi lontani dalla guerra. Nonostante questo, un gruppo di pro Pal ha urlato violenti cori contro di lei. "Vergogna, vergogna" hanno urlato i manifestanti a Bernini, che è andata incontro agli stessi rispondendo "venite su, venite su" indicando la sala del Rettorato dove stava per incontrare alcuni studenti palestinesi. "Queste non sono interlocuzioni, ho chiesto loro, lo avete visto, se volevano venire a conoscere gli studenti palestinesi e mi hanno urlato: Bernini vaff...", ha spiegato poco dopo il ministro ai giornalisti."Quello che è accaduto a Siena non offende me, ma gli studenti palestinesi che hanno trovato casa nelle nostre università e l’intera comunità accademica. A loro voglio dire con forza che questo non è il vero volto dell’università italiana", ha dichiarato poi Bernini in una nota successiva. "Il volto degli atenei del nostro Paese è quello della generosità, dell’altruismo e dell’accoglienza con cui siete stati ricevuti; è quello di chi ha scelto di sostenervi in questo nuovo cammino, di chi crede nel valore della conoscenza e della solidarietà", ha aggiunto, pubblicando contestualmente un video che mostra prima le proteste e poi l'incontro con il gruppo di 15 palestinesi che studieranno a in Italia grazie al governo."Non mi lascio spaventare da slogan vuoti. Questi insulti non cancellano quanto fatto a sostegno degli studenti palestinesi. Con il ministero degli Esteri, abbiamo aperto il primo corridoio universitario dalla Striscia di Gaza; abbiamo distribuito 39 borse di studio per studenti accolti in 15 università, garantendo loro mense e alloggi; abbiamo organizzato corsi di lingua italiana. E andremo avanti, lavorando per l’arrivo di altri studenti e ricercatori", ha aggiunto il ministro, esponendo il piano che i pro Pal hanno volutamente ignorato perché non congruo alla propaganda costruita. "Quanto accaduto rafforza ancora di più la mia determinazione e il mio impegno a rendere l’università italiana un luogo sempre più aperto, giusto e capace di sostenere i sogni e le ambizioni di ogni studente", è la conclusione del ministro. Nel frattempo continuano le "occupazioni per la Palestina" nelle università.