di
Luca Bertelli
La sciatrice, ospite del BSMT di Gazzoli, racconta: «Scelsi di togliere la piastra parlando con la moglie del mio skiman, rimasi ferma più a lungo ma sparì il dolore sugli sci. A Cortina penso ogni giorno, quella pista è magia, ma prima devo qualificarmi. Odio il gossip, in Italia se fai un passo falso danno poi la colpa al tuo partner. E se dai in pasto tutto di te, poi cosa ti rimane?».
A un mese dalla Coppa del Mondo di sci, con le Olimpiadi italiane che incombono (mancano quattro mesi e mezzo a Milano Cortina 2026), Sofia Goggia ha raccontato la sua carriera, fatta di discese ardite e di risalite, a Gianluca Gazzoli che l'ha ospitata nel suo podcast BSMT.
Tanti i temi trattati, a partire dalla preparazione estiva delle sciatrici: «La preparazione a secco in estate è pesante (palestra, gradoni, bici), vanno messe le basi a livello fisico: a settembre in Argentina quasi mi riposo. Pur essendoci tanti momenti conviviali per me l'estate è una sofferenza, io amo l'inverno. Giornate sugli sci con i miei amici? Due in tutta la mia vita. E preferisco un bel pesciolino in tavola al canederlo: stiamo 230 giorni all'anno in hotel e ci salviamo sempre con le ceasar salad...».








