Quella di Serena Rossi è una risata cristallina che farebbe simpatia anche se non la conoscessimo. I personaggi che ha interpretato al cinema e tv, Mia Martini e Mina Settembre, per citarne due, ma anche “Il treno dei bambini” firmato da Cristina Comencini, l’hanno resa popolarissima e molto amata. Ma quando parla di Napoli l’entusiasmo è incontenibile, perciò, dopo il successo della scorsa stagione, Serena Rossi torna a teatro per raccontare e omaggiare con la musica la sua città magica, dove tradizioni, cultura e misteri si intrecciano: “SereNata a Napoli” è al Teatro Colosseo (Via Madama Cristina 71), l’11 e 12 ottobre. Serena Rossi, come fa una città a farsi amare così tanto? «Io ho vissuto a Napoli fino ai 23 anni, quindi tutta la mia infanzia e la mia adolescenza. Ho iniziato a conoscerla in motorino, con una mia amica. La giravo tutta, è come se ce l'avessi in tasca, e adesso, invece, grazie al mio lavoro, la sto conoscendo in una maniera ancora diversa, perché i set, a volte, sono in luoghi in cui magari l’accesso non è consentito al pubblico. Un vero privilegio». Sente la responsabilità di poter parlare a un pubblico vasto come il suo? «Ma come no? Noi abbiamo la possibilità di arrivare ai cuori e alle teste di tantissime persone. Abbiamo uno strumento prezioso e potente tra le mani e io cerco sempre di sfruttarlo al meglio. I progetti che scelgo, in tv o al cinema, o in teatro, è raro che siano intrattenimento e basta». Nel caso di “SereNata a Napoli” come riesce ad andare oltre alla musica e alle storie che accompagna? «In questo spettacolo, ricordando alcuni momenti dolorosi del passato, invito alla riflessione sul presente. Tocchiamo le coscienze, e poi facciamo ridere. Però, magari per un solo attimo, ti ho fatto riflettere su quello che sta succedendo oggi». Per esempio? «Quando parlo di cosa è successo a Napoli durante la seconda guerra mondiale, ci sono tre immagini della città in quel periodo, e alla fine appare Gaza. La guerra è guerra sempre: non ci dimentichiamo quello che eravamo».
Serena Rossi: “Ho conosciuto Napoli in motorino, ora onoro il suo fascino misterioso”
L’attrice in scena con le canzoni della tradizione: “Ricordiamo il passato e arriviamo a oggi”
713 words~3 min read






