Incalzato da Rete4, il giovane del collettivo rosso giustifica il gesto e rincara la dose: "Questo è un punto di partenza"
Segui Il Giornale su Google Discover
Scegli Il Giornale come fonte preferita
I collettivi rossi tornano all’attacco dell’esecutivo guidato da Giorgia Meloni. E se di solito gli attacchi verbali sono aspri, questa volta si è passati ai fatti. Un’immagine della presidente del Consiglio è stata bruciata dagli antagonisti e da alcuni collettivi di sinistra. L’ennesimo episodio di violenza che farebbe perfino ridere se non fosse razionalmente e politicamente giustificato dai protagonisti del gesto. Incalzato dal programma Dritto e Rovescio, uno dei giovani esponenti del collettivo rosso giustifica questa azione bollandola solo come “gesto simbolico”.Ma non basta. Prima definisce fascista e autoritario il governo e poi, a stretto giro, giustifica anche queste accuse: “Lo abbiamo visto quanto è autoritario questo governo con il decreto sicurezza e con tutte le politiche che sta adottando”, dice il ragazzo interrogato dall’inviato del programma di approfondimento politico condotto da Paolo Del Debbio. Poi si passa addirittura alle minacce velate: “Questo - sostiene – non è un punto di arrivo ma un punto di partenza”. Insomma, al peggio non c’è mai fine.









