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Stefano Montefiori

La ex première dame non arretra. Ma anche lei è sotto inchiesta per «corruzione di testimone e associazione a delinquere»

DAL NOSTRO CORRISPONDENTEPARIGI - Nicolas Sarkozy ha appena finito il suo sfogo davanti alle telecamere, accanto a lui la moglie Carla Bruni-Sarkozy, abito scuro come gli occhiali, sta per accompagnarlo fuori dal tribunale, ma prima afferra il cappuccio rosso di uno dei tanti microfoni che ha davanti, attende un istante, infine lo lascia cadere a terra, con un sorriso che esprime sovrano disgusto e che suscita un incroyable! di protesta tra i giornalisti. Non è un microfono scelto a caso, sopra c’è scritto Mediapart, ovvero il giornale online che nel 2011 ha cominciato a parlare di finanziamenti di Gheddafi a Sarkozy, e che ieri ha conquistato la sua vittoria più grande.

Poco dopo la ex première dame affiderà la sua reazione a Instagram, come fa spesso. Una foto di lei e del marito mano nella mano, che camminano nel luminoso palazzo di giustizia parigino disegnato da Renzo Piano, e la frase Love is the answer, «l’amore è la risposta», citazione da Mind Games di John Lennon. L’hashtag in francese è «l’odio non prenderà il sopravvento», ma l’altra canzone che si sente in sottofondo, Instant Karma! sempre di John Lennon, rompe un po’ l’atmosfera angelica: il Karma istantaneo evoca giustizia universale, responsabilità e conseguenze immediate, chi la fa la aspetti, insomma giudici, giornalisti di Mediapart, avversari politici: siete avvertiti.