di
Francesca Basso e Guido Olimpio
L’invito di Trump potrebbe far mutare l’approccio dell’Alleanza atlantica
DALLA NOSTRA CORRISPONDENTEBRUXELLES - Tutto si gioca attorno a due parole: «Se necessario», pronunciate in un’intervista rilasciata a Fox News. Dietro a quell’espressione ci sono le regole di ingaggio della Nato di fronte agli sconfinamenti di caccia e droni russi. Il segretario generale dell’Alleanza atlantica Mark Rutte ha detto di essere «totalmente d’accordo con il presidente Trump» sul fatto che la Nato potrebbero abbattere i caccia russi che invaderanno il territorio dei Paesi alleati, aggiungendo però «se necessario».
Se finora la consuetudine è sempre stata, in caso di sconfinamento, quella di intercettare, scortare ed eventualmente costringere un velivolo ad atterrare, ora le parole di Trump rischiano di avere un impatto sulle regole di ingaggio, dando una legittimazione politica a un eventuale abbattimento. E creano anche un’aspettativa di azione immediata a prescindere dal tipo di violazione, senza distinzione tra il caso di un vero sconfinamento e il semplice ingresso in una zona internazionale. Trump offre quindi sostegno al premier polacco Tusk che aveva promesso che avrebbe reagito alle prossime provocazioni russe con l’abbattimento dei velivoli, mentre Germania e Italia avevano invitato alla cautela. Per il ministro della Difesa tedesco Pistorius non si deve fare «a Putin il favore» di cadere «nella trappola dell’escalation».












