Ex compagni di squadra. Ora colleghi e rivali. Soprattutto amici, da sempre, da quando erano bambini. La sfida tra Juventus e Atalanta è anche o soprattutto nell’incrocio tra Igor Tudor e Ivan Juric: «Ma sono sicuro che domani per novanta minuti sapranno mettere da parte ogni forma di sentimento che li lega», racconta Robert Jarni, ex esterno (tra le altre) di Toro, Juve e Real Madrid, nato a Cakovec ma cresciuto nell’Hajduk come Tudor e Juric per poi mettere radici a Spalato. Jarni, che rapporto lega gli allenatori di Juve e Atalanta?«Un’amicizia sincera, si conoscono da sempre, si stimano e si vogliono bene».
Domani però saranno avversari, come si fa in questi casi? Ci si manda dei messaggi prima anche per scherzare?«Ci si abbraccia prima della partita e di nuovo alla fine. Ma per novanta minuti saranno rivali, penseranno solo a ottenere la vittoria com’è giusto che sia. Conoscendoli non credo che si stiano sentendo in questi giorni, sono professionisti serissimi. E se ci penso bene, di tutte le volte che li ho frequentati non ne ricordo una in cui abbiano realmente parlato di calcio». Come sono le vostre rimpatriate?«Belle, divertenti, anche se non più così frequenti. Ora sono fermo da un po’ e quindi trascorro molto tempo a Spalato, ma chi allena è sempre in viaggio e torna solo quando non si gioca, prima di tutto è giusto trascorrere più tempo possibile in famiglia. Ma appena riusciamo ci si trova a cena. Ridiamo, scherziamo, mangiamo... parliamo di tutto cercando di lasciare il lavoro, quindi il calcio, da parte». Chi vince...a tavola?«Igor è bello grosso eh...(ride)». Domani invece?«Non lo so, sarà una bella partita tra due squadre guidate da grandi allenatori, entrambi pronti per vincere ai massimi livelli. E non me ne voglia Ivan, ma spero ovviamente che possa vincere la Juve».







