La Germania cambia linea sugli asset russi congelati in Europa. Dopo anni di scetticismo, il disimpegno americano e la convinzione che la guerra sia destinata a continuare hanno convinto Berlino ad archiviare i dubbi. Il cancelliere Friedrich Merz ora propone di trasformare i circa 200 miliardi di riserve della Banca centrale russa immobilizzati in Ue nella leva finanziaria per garantire un prestito a lungo termine da 140 miliardi all’Ucraina. L’idea, illustrata in un intervento sul Financial Times, è quella di mobilitare fondi mirati esclusivamente all’acquisto di equipaggiamenti militari. Il maxi prestito sarebbe garantito dagli Stati membri e verrebbe rimborsato solo quando Mosca avrà risarcito i danni di guerra. Merz chiede agli altri leader di discuterne al Consiglio europeo di fine ottobre e “dare il mandato di preparare questo strumento in modo giuridicamente sicuro”.
La presa di posizione segna un cambio di passo netto per Berlino. Finora, infatti, proprio la Germania – insieme ad altri governi – aveva frenato sull’ipotesi di utilizzare direttamente i beni russi congelati in Europa, per il timore di conseguenze legali e di destabilizzare i mercati finanziari. Ma, con il venire meno del sostegno statunitense e il blocco di nuove sanzioni a Mosca, cresce la pressione sugli europei perché trovino un meccanismo alternativo per garantire a Kiev risorse certe e di lungo periodo.










