Un massiccio taglio di posti di lavoro. Il gruppo Bosch, il più grande fornitore di componentistica auto al mondo, ha annunciato un piano di riduzione dei costi che prevede il licenziamento di 13mila persone entro il 2030, soprattutto nelle sedi tedesche della sua divisione Mobility. La multinazionale, che a fine 2024 contava in tutto 418mila addetti, aveva già ridotto del 3% la sua forza lavoro rispetto all’anno precedente, con 11.500 posti in meno. “Purtroppo, non possiamo evitare ulteriori tagli di posti di lavoro oltre a quelli già comunicati”, ha dichiarato Stefan Grosch, il responsabile delle risorse umane di Bosch.
Già negli scorsi mesi, nonostante un primo trimestre del 2025 in crescita, Bosch aveva annunciato “aggiustamenti strutturali e riduzione del personale in varie aree” per migliorare la competitività dell’azienda. La volontà dell’azienda è infatti quella di ridurre i costi di 2,5 miliardi all’anno da qui al 2030. Il robusto piano di tagli viene giudicato da Bosch necessario per fronte alla debole domanda nel mercato automobilistico, soprattutto in Europa, e al rallentamento della crescita dell’elettromobilità e della guida autonoma. Il tentativo dei vertici del colosso con sede a Gerlingen, vicino a Stoccarda, è quello di raggiungere una redditività del 7%, alzando notevolmente il margine di profitto sulle vendite che lo scorso anno si è fermato al 3,8%.











