Blitz di polizia e vigili urbani questa mattina al parco Sempione, dove da mesi disperati e tossicodipendenti avevano allestito una sorta di baraccopoli a due passi dall’ex Gondrand, a Barriera di Milano. Cancellata dalle forze dell’ordine insieme agli operatori dell’Amiat, che hanno raccolto tende, ombrelloni, rifiuti e addirittura divani: i “residenti”, una quindicina, sono stati controllati ma sono risultati tutti in regola con i documenti. E quindi sono liberi di spostarsi altrove: dentro la piscina Sempione, per esempio, dove poco dopo gli agenti della Squadra volante hanno trovato molte altre persone a vivere e dormire. «La coperta è corta: se li mandiamo via da una parte, loro vanno da un’altra» si sfogano i poliziotti intervenuti.
D’altronde le forze dell’ordine intervengono continuamente nelle strutture abbandonate tra via Cigna e corso Venezia, tra il deposito ferroviario, l’ex Gondrand e la piscina Sempione. Un’area che attende da anni una riqualificazione grazie a progetti pubblici e privati: si parte dalla linea 2 della Metro e si arriva al progetto della società spagnola Supera, che proprio in questi giorni ha ufficializzato una proposta di partenariato pubblico privato al Comune. Prevede, in sostanza, l’assegnazione dell’immobile alla società per realizzare un nuovo centro sportivo polifunzionale. Nell’attesa che questi cantieri comincino sul serio, però, quella parte di Barriera di Milano resta la casa di disperati e tossicodipendenti.






