Bosch ha affermato che i licenziamenti sono necessari per contribuire a realizzare risparmi annuali pari a 2,5 miliardi nella divisione automotive. L’impatto dei dazi. E’ il maggior fornitore mondiale del compartoIl colosso industriale tedesco Bosch ha annunciato che taglierà 13.000 posti di lavoro, principalmente nella sua divisione auto, ultimo colpo al settore automobilistico tedesco in grande difficoltà del Paese. I tagli, che avverranno tutti in Germania, rappresentano circa il 10% della forza lavoro totale di Bosch nel Paese e rappresentano il 3% del personale a livello mondiale.

I risparmi da effettuareBosch ha affermato che i licenziamenti sono stati necessari per contribuire a realizzare risparmi annuali pari a 2,5 miliardi di euro nella divisione automotive del gruppo, che si trova ad affrontare una feroce guerra dei prezzi in Cina, unita a una domanda debole in Europa. «La domanda per i nostri prodotti si sta spostando in modo significativo verso regioni extraeuropee», ha affermato Stefan Grosch, responsabile delle relazioni industriali di Bosch. «Dobbiamo orientarci in base alla posizione dei nostri mercati e dei nostri clienti». L'amministratore delegato di Bosch, Stefan Hartung, aveva dichiarato poco tempo fa di prevedere una continua «lotta per ogni centesimo» con i rivali, a causa della domanda limitata e delle crescenti barriere commerciali. Aveva previsto ulteriori «aggiustamenti strutturali», prevedendo anche una crescita del fatturato di Bosch di circa il 2% nel 2025, rispetto ai 90,5 miliardi di euro (106 miliardi di dollari) dell'anno scorso.