di
Vincenzo Esposito
Nel 1973 l'incontro con Squitieri sul set de «I guappi» in una Napoli in preda all'epidemia. Nel 1996 lo scippo in via Marina: «Amo questa città ma gli abitanti sono un po' indisciplinati»
Chissà perché quando si citano i film di Claudia Cardinale quasi sempre ci si dimentica de «I guappi» di Pasquale Squitieri, un film che, per stessa ammissione dell’attrice, le ha cambiato la vita. Era il 1973, a Napoli c’è il colera e tanta paura, così attori e troupe devono vaccinarsi. Però come scrive Gabriel García Márquez «i sintomi dell’amore sono uguali a quelli del colera» e la febbre di Claudia si alza per quel regista bello e impossibile che alza la voce e la sgrida sul set. Lui, napoletano della Sanità, non ha timori reverenziali per la grande attrice che su quella scena ripercorre in qualche modo i traumi della sua vita. Anche Lucia Esposito subisce violenza come lei a 16 anni in Tunisia. Anche Lucia, come lei, esce allo scoperto, ha il coraggio di denunciare in un mondo dove gli uomini hanno il potere di vita e di morte sulle donne. Il guappo Fabio Testi (don Gaetano Frungillo) deve ucciderla per salvare l’onore davanti a tutti, ma non lo fa e la perdona. Vince l’amore sul pregiudizio. Forse complici queste emozioni Claudia si innamora di Squitieri. Per il giovane regista è un doppio successo. La proiezione in anteprima del film si tenne nel 1974 a Napoli, con tanto di festa mondanissima alla discoteca La Mela, dove la nuova coppia del cinema fu ammiratissima.













