Milano – “Ci siamo ritrovati improvvisamente sotto attacco. Mentre avanzavano i violenti, viaggiatori di passaggio e cittadini cercavano di scavalcare i cancelli per sfuggire ai lanci di oggetti. E arrivava di tutto”. Il racconto è di Flavio Lanzetta, 42 anni, originario di Napoli, assistente capo coordinatore della polizia di Stato in forza al Terzo Reparto mobile di Milano: è tra i 58 agenti rimasti feriti lunedì pomeriggio durante l’assalto alla stazione Centrale, al culmine della protesta anti Israele. Ieri insieme agli altri colleghi contusi ha ricevuto la visita del capo della polizia, Vittorio Pisani, nella sede del Reparto Mobile. Quest’ultimo ha espresso agi agenti la vicinanza del Capo dello Stato, manifestata due giorni fa al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, e quella dello stesso ministro dell’Interno.
Quali sono state per lei le conseguenze degli scontri?
“Ho una frattura alla costola e una alla caviglia. Quattordici giorni di prognosi. Adesso cammino con un tutore”.
Conseguenze di un corpo a corpo, del lancio di qualche oggetto o di altro?
“Non so isolare il momento preciso degli infortuni perché ci siamo ritrovati più volte a contrastare quella folla che avanzava e a schivare oggetti. L’adrenalina che avevo in corpo mi consentiva di ‘tenere botta’ e ho iniziato a sentire dolore solo due ore e mezza dopo, quando la guerriglia era ormai finita e stavo scaricando la tensione. Tra i tanti momenti, ricordo perfettamente quello in cui mi sono trovato a bloccare un trabattello (ponte mobile, ndr) con la mano sinistra”.










