L'esultanza "ludica" di Nkunku piace a tutti

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Resta da chiedersi se c'è qualcuno rimpianga il Meazza in stile wrestling o preferisca questo in versione parco giochi. A differenza dello scorso anno, quando si combatteva anche per finta, dopo quattro vittorie di fila c'è ora sì da stare allegri, nel facile gioco di parole del nuovo corso Milan.A San Siro si è passati dalla fontana d'acqua sputata al vento da Walker al palloncino rosso di Nkunku ed è certo questa la modalità che diverte di più. La nebulizzazione con cui l'ex City apriva le partite in rossonero evocava sì il gesto di Triple H - maschera del wrestling americano - ma annunciava una battaglia che poi il Milan di Conceicao metteva sì e no sul ring. Senza più il difensore, 11 partite e neanche una rete con il Diavolo prima di tornarsene in Inghilterra, ci pensa ora Nkunku a mutuare parte di quella mimica: braccia aperte e testa verso l'alto, solo che per gonfiare un palloncino e celebrare un gol. E già qui, nella capacità di andare a segno, sta la prima differenza. Ancor più che nel gesto di soffiare e alimentare il fuoco dell'entusiasmo, al posto di eiettare acqua e saliva.È anche grazie a Nkunku che il Milan ha preso una boccata d'aria, in questo avvio di stagione: era entrato per 5' al posto di Gimenez contro il Bologna in campionato creando subito scompiglio, poi la staffetta si è ripetuta a Udine. In Coppa Italia con il Lecce è partito titolare, tirando sì sul palo la palla che proprio Gimenez ha trasformato in rete, ma anche facendo espellere Siebert, prima di andare in gol lui stesso in sforbiciata.