Nel mese di agosto In Europa Occidentale (Ue + Efta + Regno Unito) sono state immatricolate 791.349 auto, il 4,7%% in più dello stesso mese del 2024. Da inizio anno - secondo i dati dell'Acea, l'associazione dei costruttori europei - sono state vendute complessivamente 8.691.840 vetture, con un incremento dello 0,4% sull'analogo periodo dell'anno scorso. Nei primi otto mesi del 2025 nella Ue sono state immatricolate 1.132.603 auto elettriche, pari al 15,8% del mercato europeo.
Il gruppo Stellantis ha venduto nel mese di agosto 106.078 auto, il 2,2% in più dello stesso mese del 2024. La quota di mercato è pari al 13,4% contro il 13,7% dell'anno precedente. Da inizio anno le immatricolazioni del gruppo sono state 1.298.913, con una flessione del 7,4% sull'analogo periodo 2024. La quota è in calo dal 16,2% al 14,9%. "L'Europa ha urgente bisogno di adottare una vera strategia di decarbonizzazione. Anfia lo sostiene da tempo e lo stesso Draghi ha più volte denunciato come 'l'immobilismo dell'Unione a fronte delle sfide dell'automotive' rischi di causare danni irreversibili". E' il commento di Roberto Vavassori, presidente dell'Anfia. "Non possiamo più attendere: è necessario - afferma Vavassori - passare dalle parole ai fatti perchè l'industria sta già pagando un prezzo altissimo - complessivamente, tra costruttori e componentisti, sono andati persi più di 100mila posti di lavoro. Le nostre proposte sono pragmatiche e facilmente adottabili: revisione dei target di riduzione delle emissioni di CO2 ripristinando il principio di neutralità tecnologica; sospensione dell'entrata in vigore dell'utility factor sui plug-in, che rappresentano una tecnologia-ponte fondamentale verso la mobilità elettrica; adozione di un piano strategico di politica industriale che supporti la filiera europea nel recuperare i gap di competitività dovuti ai costi dell'energia, del lavoro e logistici; tutela del 'made in Europe'. Auspichiamo quindi che, nei prossimi mesi, il lavoro della Commissione e degli esperti possa finalmente portare ad azioni concrete ed efficaci. L'Europa ha bisogno di tutelare la propria filiera industriale. In questa direzione sosteniamo pienamente anche l'iniziativa del Governo italiano, impegnato a coinvolgere altri Paesi per condividere un approccio comune: fare bene e fare presto, secondo le linee guida che l'agenda Draghi ha già delineato".








